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Lavorare in sicurezza, produrre mascherine e restare solidali

31 marzo 2020

Come gruppo di lavoratori/trici e artigiani/e della città dei mestieri, appartenenti alla comunità di RiMaflow-Fuorimercato, ci aprontiamo a realizzare mascherine per uso civile e, quando sarà possibile, a rifornire/condividere con altre realtà solidali il materiale per l’autoproduzione di questo dispositivo.

Come RiMaflow abbiamo interrotto le attività produttive perchè riteniamo che la salute era ed è la prima cosa da difendere per tutti e tutte. Di conseguenza restare a casa è il modo più efficace per contrastare la diffusione del coronavirus. Poi però il nostro pensiero e gratitudine si volge verso coloro che operano nei servizi di cura e dei servizi essenziali per la cittadinanza.  Infermieri e medici degli ospedali e di altre strutture di assistenza che ogni giorno rischiano la vita, e rischiano ancor di più perché non gli vengono garantiti con continuità tutti i dispositivi di protezione individuale che sono indispensabili per svolgere il loro lavoro. Pensiamo ai lavoratori e lavoratrici che si recano nelle aziende e nei supermercati per garantire i servizi per la nostra vita quotidiana, ma il rischio di ammalarsi per carenza o assenza di dispositivi di protezione coinvolge anche loro.

Poi ci sono altri lavoratori che sono tutt’ora costretti da Governo e Confindustria a lavorare in produzioni considerate “essenziali” e “strategiche” come le industrie delle armi. Ed è proprio per questa “lungimiranza” che in Italia si riescono a costruire armi di morte di alta tecnologia ma non semplici mascherine e presidi sanitari necessari alla vita. La stessa logica di profitto che ha favorito i privati e portato a scellerati tagli alla sanità pubblica realizzati da tutti i governi nazionali e regionali che si sono succeduti negli ultimi decenni.

A tutt’oggi, a circa due mesi dallo stato di emergenza, dichiarato dal nostro Consiglio dei Ministri, milioni di italiani non riescono a trovare una mascherina!

Di fronte a tutto questo, alla necessità di costruire azioni solidali e di mutuo soccorso come pure darci maggiori prospettive per il nostro futuro abbiamo pensato, nel nostro piccolo e nell’ambito delle nostre possibilità, di dare il nostro contributo, sperimentando un primo prototipo di mascherina di cui stiamo attendendo il responso del Politecnico di Milano. In ogni caso stiamo approntando il lavoro per produrre mascherine ad USO CIVILE come sancito dal Comma 2 della Circolare del Ministero della Salute del 18 marzo 2020.

Abbiamo la necessità di crearci un reddito dignitoso, ma vogliamo farlo creando un sistema di lavoro, di beni e di servizi che possano produrre vantaggi anche alla comunità locale e che rispondano ad esigenze plurime di mutualità.

Pertanto come gruppo di lavoratori e lavoratrici, insieme alle competenze degli artigiani/e della Città dei Mestieri abbiamo attivato una prima produzione di mascherine attuando le misure sanitarie e precauzionali del caso: distanziamento delle postazioni di lavoro, disinfezioni delle mani e del locale adibito alla produzione, utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuale…

Dal nostro fare e dalla connessione tra lavoratori, fornitori, ricercatori, ci siamo resi conto che alcuni materiali utili per la produzione di mascherine vengono prodotti solo all’estero e che con questa emergenza è difficile reperirli. Tuttavia l’impegno messo in atto ci ha permesso di incontrare un’azienda che ci donerà 3000metri quadrati di tessuto utile allo scopo. Questo dovrebbe permetterci di rifornire e condividere il materiale anche con altre realtà solidali, associazioni, parrocchie, comunità carcerarie…che vogliano e possano impegnarsi nell’autoproduzione di mascherine solidali.

Intanto stiamo approntando un secondo prototipo e abbiamo prodotto circa 500 mascherine. Chi ne ha bisogno può richiedercele. Il nostro lavoro lo mettiamo a disposizione gratuitamente, ma a chi può permetterselo chiediamo un contributo volontario sia per le spese di base che per il materiale stesso.

Onde evitare fraintesi sottolineiamo che le mascherine prodotte attualmente, come da circolare ministeriale, sono ad uso esclusivamente civile e non vanno considerate come dispositivi per uso sanitario o per i luoghi di lavoro.

Ringraziamo Dino Fracchia per le foto che ci ha donato 

 

Vedi articoli:
Il GIORNO del 01 aprile 2020
CORRIERE DELLA SERA-VIDEO-LAPRESSE del 03 aprile 2020
TPI del 03 aprile 2020

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